Bryan Adams
Bryan Adams: Ultimate - OUT NOW!

Bryan Adams, animale da palcoscenico: faccio musica perchè amo regalarla live.

Mercoledì 10 a Lucca l’unica data italiana del tour europeo dell’artista 53enne. “La gente si emoziona più dal vivo che con i dischi, faccio più di cento concerti l’anno e finché avrò forza continuerò”
ERNESTO ASSANTE

LASCIAMO perdere i premi, sono francamente tanti, di ogni ordine e grado. Mettiamo da parte anche i numeri delle vendite, anche questi straordinariamente elevati. E parliamo di una cosa solo: Bryan Adams, cinquantatre anni, canadese e rocker, propone uno dei migliori live show che vi possa capitare di vedere. Anche se non vi piace la sua musica. Si, perché Adams è un animale da palcoscenico, nato per stare sulle assi di legno con una chitarra in braccio, per suonare forte e chiaro, per far divertire il pubblico con una miscela di rock e canzone che, francamente, non ha grandi difetti.

Certo, qualcuno potrebbe dire che Adams non ha mai fatto nulla di particolarmente originale ma il rock, quello vero, ha bisogno – per vivere e moltiplicarsi – anche di gente come lui, in grado di sudare, lavorare sodo, scrivere belle canzoni e offrire il tutto in concerto nella maniera più onesta e appassionata. Come farà mercoledì prossimo, a Lucca, nell’unica data italiana del suo tour europeo.

Mr. Adams, è opinione di molti che il rock’n’roll sia morto. Ma è già accaduto molte altre volte prima. Quindi, oggi, che accade in realtà?
“Mi piace dire che il rock è a una sola canzone di distanza. Voglio dire che basta che arrivi qualcuno bravo abbastanza con una canzone giusta e il rock sarà di nuovo in forma smagliante. Come è già accaduto altre volte”.

Lei è un musicisista che ha sempre offerto grande musica live. In quest’era, con gli mp3 che crescono e il cd che tende a svanire, lei ama ancora suonare dal vivo?
“Sicuro! io amo suonare dal vivo, faccio più di cento concerti all’anno e continuerò finché avrò la forza di farlo. Perché la gente, oltretutto, si emoziona di più con la musica dal vivo che non con i dischi. È sempre stato così”.

Ma le piace la “rivoluzione digitale”?
“La mia pagina YouTube ha quasi 400 milioni di visualizzazioni. Ci sarà una ragione…”.

Lei è sempre stato in prima fila nelle campagne ambientaliste, ed era un buon amico del fondatore di Greenpeace. La battaglia per l’ambiente è ancora al centro dei suoi interessi?
“David McTaggert era un grande uomo, uno dei protettori di questo pianeta, è veramente triste pensare che non ci sia più. Io vorrei che fosse ancora tra noi, era simpatico, divertente, intelligente, conosceva tutti e combatteva per la salvaguardia del mondo come nessun altro. Sì, la battaglia ambientalista è sempre uno dei miei impegni principali, anche attraverso la musica”.

Qual è la cosa più importante per un artista oggi?
“Tutto cambia molto velocemente, ma per un artista c’è un centro che non cambia mai, ovvero la capacità di suonare dal vivo. Io creo la mia musica per suonarla in concerto, ho sempre fatto così”.

Lei è anche un eccellente fotografo. È un altro modo per raccontare storie, per “scrivere canzoni” senza musica?
“Sì, in un certo senso sì. È un altro strumento creativo, mi piace tutto quello che c’è dentro e attorno alla fotografia, la magia di creare qualcosa di bello dal nulla”.

Quando era ragazzo avrebbe mai immaginato di avere una stella sulla Walk of Fame? E dopo tanti anni, chi è oggi Bryan Adams?
“No, non avrei davvero mai immaginato tanto successo. Chi sono oggi? Bah, lo stesso di sempre, solo con una maglietta differente…”.

source from: http://www.repubblica.it/spettacoli/musica/2013/07/03/news/brian_adams-62325636/